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Gli spazi intermedi | Un progetto di ricerca-intervento

Il progetto di ricerca sugli spazi intermedi è il prodotto del primo anno di lavoro di SPCC: nasce nel nostro primo convegno pubblico, dove discutiamo le ipotesi costruite nei gruppi di lavoro che animano la vita associativa. Il fenomeno dell’isolamento sociale attraversa la nostra discussione: lo vediamo porsi al centro di una grande parte della domanda di intervento rivolta alla psicologia. Un vissuto di isolamento, che non coincide con l’assenza di relazioni: le persone vivono in contesti relazionali, ma spesso non percepiscono la possibilità di partecipare alla costruzione di tali contesti, né al senso di ciò che in essi avviene. Pur essendo in relazione, ci si sente isolati, impotenti, estraniati dalla realtà condivisa e lontani dagli altri.

Per comprendere l’isolamento, abbiamo pensato fosse interessante ai fini della messa in opera di un intervento sul problema, studiare quali processi favoriscano il rimettersi in moto di dinamiche di condivisione, il riaccendersi di desideri di costruzione e valorizzazione di un bene comune.

Abbiamo istituito la ricerca ponendo al centro dello scambio una categoria usata da diverse letterature nel corso degli anni: quella di spazi intermedi. Con questo termine, nelle scienze sociali, politiche, economiche, urbanistiche si è dato un nome a una costellazione variegata di avvenimenti sociali uniti da alcune qualità:

  1. si tratta di iniziative prese in modo spontaneo da gruppi che intorno a un progetto, a un desiderio comune danno vita a qualcosa che prende la forma di una nuova realtà sociale;
  2. il grado di formalizzazione di queste nuove realtà intraprese può variare enormemente;
  3. sono spazi relazionali e simbolici in cui si rende possibile un’elaborazione comune del senso, che sentiamo di costruire e di trasformare;
  4. spazi che tollerano e incoraggiano una commistione e ibridazione di linguaggi;
  5. spazi che sovente assumono una funzione di collegamento e transizione.

Studiati dagli anni ’80, in Francia vengono detti Tiers Lieux Culturel. Luoghi terzi, perché qui sembra aprirsi la prospettiva di una nuova terzietà politica: non più incentrata in senso classico sul conflitto, sulla contrapposizione tra identità definite, bensì su quella che psicoanaliticamente chiamiamo la cosa terza: un fare insieme che restituisca senso di vicinanza tra le persone e di contatto con una realtà di cui creativamente e concretamente ci sentiamo parte. Se da un lato i corpi intermedi appaiono oggi indeboliti e in crisi, dall’altra vediamo emergere – nei nostri interventi in contesti diversi (dallo studio privato alle scuole, alle famiglie, ai servizi sociosanitari pubblici o del terzo settore) – spinte verso la creazione di spazi intermedi come nuova esperienza della socialità.

Fasi della ricerca

  1. 30 Interviste in profondità con interlocutori chiave Abbiamo incontrato: amministratori pubblici, urbanisti e altri studiosi della città e della partecipazione civica, enti culturali, progetti artistici, organizzazioni per la difesa dei diritti umani, comitati genitori nelle scuole, professionisti dei servizi sanitari, socio-sanitari e della salute mentale, imprese sociali che lavorano nell’ambito dell’inclusione, associazioni scientifiche e associazioni di psicologi e psicoterapeuti, nonché accademici che studiano i processi di intermediazione delle relazioni sociali da diverse angolazioni: antropologia, psicologia, scienze delle organizzazioni, storia, economia. Una costellazione di realtà impegnate, come noi, nel capire come sia possibile oggi dar vita al senso di un bene comune che ricostruisca processi di appartenenza sociale e forme di progettualità condivisa
  2. Un convegno: luglio 2026 Discuteremo i risultati della prima fase di ricerca in sessioni di studio in cui la prospettiva psicoanalitica dialogherà con quella dei molti studiosi che fanno ricerca sui fenomeni partecipativi, dei rappresentanti istituzionali, dei professionisti, delle associazioni civiche attorno a temi quali: le trasformazioni delle città, le innovazioni democratiche, la costruzione di beni comuni, lo sviluppo delle organizzazioni di interesse pubblico
  3. Casi di Studio Approfondiremo alcune esperienze particolari di cui gli intervistati ci stanno parlando, come casi di studio, in diverse città e territori, per poterne conoscere da vicino le forme e i significati locali.
  4. Gruppi target e culture locali Se sarà possibile sviluppare una committenza con gli enti pubblici con cui stiamo dialogando, potremo elaborare un questionario che ci permetta di raggiungere ed esplorare le culture di gruppi target: ad esempio gruppi a più alto rischio di drop out sociale e di povertà, di deriva anomica, di invisibilità politica, di violenza. Con l’aiuto che la visuale orientata dalla funzione pubblica del committente ci darà per la lettura del contesto.

Condividiamo qui un video che raccoglie segmenti di alcune delle interviste realizzate.

Il video è stato presentato nel seminario “La democrazia è in crisi, come cambia l’intervento psicologico clinico 2” organizzato da SPS Studio di Psicosociologia e tenutosi a Roma, presso la Casa internazionale delle donne, il 23 novembre 2025.

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