Cosa ascoltiamo? Piattaforme online e sistemi di raccomandazione musicale: uno studio psicosociale con gli ascoltatori italiani
Presentiamo qui un estratto, in traduzione italiana, dell’articolo
di Lorenzo Porcaro & Chiara Monaldi
Recommender systems, representativeness, and online music: a psychosocial analysis of Italian listeners
Humanities and Social Sciences Communication 13, 704 (2026)
Introduzione
Le attuali pratiche di ascolto musicale negli ambienti digitali sono mediate dai meccanismi interni delle piattaforme online, che espongono gli ascoltatori a un flusso apparentemente continuo di musica, attraverso playlist personalizzate, raccomandazioni del brano successivo, radio infinite oppure musica di sottofondo associata a contenuti audiovisivi. L’impatto di tali piattaforme è divenuto un fenomeno autenticamente globale. Se i servizi originatisi nei mercati occidentali sono stati adottati precocemente e si sono diffusi rapidamente, piattaforme regionali e locali di streaming e social media stanno oggi emergendo in differenti continenti (Ahmed 2025; Khalil 2022; Qu e Kaye 2025). Di conseguenza, le piattaforme online costituiscono ormai l’asse centrale dell’ascolto musicale quotidiano a livello mondiale, modellando tanto la circolazione globale della musica quanto le modalità con cui gli ascoltatori interagiscono con essa.
In questo scenario, i sistemi di raccomandazione, una particolare classe di sistemi di recupero dell’informazione le cui origini risalgono alla fine del XX secolo (Loeb e Terry 1992), hanno assunto un ruolo centrale quali mediatori tra gli ascoltatori e i vasti cataloghi musicali oggi facilmente accessibili. La loro evoluzione, dai primi prototipi progettati per replicare il meccanismo del “passaparola” (Shardanand e Maes 1995) ai più recenti sviluppi teorizzati come “companion” (Karakayali et al. 2018), evidenzia la natura socio-tecnica di tali sistemi (Jannach et al. 2022), i quali al tempo stesso modellano e vengono modellati dai modi in cui le persone fruiscono della musica online.¹ La loro importanza è divenuta ancora maggiore alla luce delle affordance quasi identiche che molte piattaforme online, specialmente nei mercati occidentali, offrono in termini di disponibilità dei contenuti e prezzi. In questo contesto, la curatela algoritmica ed editoriale, talvolta combinata in quella che viene definita “curatela algo-toriale” (Bonini e Gandini 2019), è divenuta un elemento chiave di differenziazione per il mantenimento degli ascoltatori (Hracs e Webster 2021).
In seguito al progresso tecnologico e all’adozione diffusa dei sistemi di raccomandazione sulle piattaforme online, è emersa una crescente attenzione critica riguardo alla loro influenza sull’ecosistema musicale (Born et al. 2021; Hesmondhalgh et al. 2023). Nonostante l’ampia e sempre crescente letteratura sull’impatto delle raccomandazioni guidate da algoritmi, vi è un ampio consenso sul fatto che le indagini interdisciplinari in questo ambito rimangano limitate e fortemente necessarie (Huang et al. 2023). Tali indagini interdisciplinari sono, a nostro avviso, particolarmente necessarie per investigare i meccanismi attraverso cui i sistemi di raccomandazione possono contribuire a danni rappresentazionali, inclusi processi di stereotipizzazione, svilimento, cancellazione, alienazione e sovra- o sotto-rappresentazione di gruppi socio-culturali (Shelby et al. 2023). In questa prospettiva, sebbene l’ascesa delle piattaforme online abbia proiettato artisti musicali regionali sulla scena globale, tale maggiore visibilità può ampliare le opportunità, pur ponendo simultaneamente sfide sistemiche, incluso il rischio di una rappresentazione culturale distorta (Ahmed 2025; Gómez et al. 2025).
In questo articolo esploriamo le questioni della rappresentazione nell’ascolto musicale online e il potenziale impatto che i sistemi di raccomandazione possono esercitare su di esse, concentrandoci sulle seguenti domande di ricerca:
RQ1. In che modo gli ascoltatori percepiscono il proprio rapporto con le piattaforme musicali online e con i sistemi di raccomandazione musicale?
RQ2. In che modo gli ascoltatori concepiscono le questioni di rappresentatività in relazione alle piattaforme musicali?
Con l’obiettivo di rispondere a tali interrogativi, abbiamo intervistato un gruppo di ascoltatori italiani e analizzato le loro narrazioni mediante un modello interpretativo psicosociale, il framework dell’Analisi Emozionale del Testo (Emotional Textual Analysis, ETA) (Carli et al. 2015). Prestiamo particolare attenzione al settore musicale italiano, motivati dalla sua posizione distintiva. Infatti, la crescita del consumo musicale basato sulle piattaforme ha coinciso con una persistente predominanza di artisti e repertori locali (D’Amato 2025), rendendolo un caso particolarmente prezioso per esaminare come i sistemi di raccomandazione intersechino, si adattino e potenzialmente amplifichino le strutture culturali e di mercato esistenti.
