Stretti legami familiari e sfiducia nella comunità. La complessa esperienza emotiva di una generazione di giovani del Sud Italia
Presentiamo qui un’anteprima dell’articolo di Agostino Carbone, Immacolata Di Napoli, Fortuna Procentese & Caterina Arcidiacono
Close family bonds and community distrust. The complex emotional experience of a young generation from southern Italy
Journal of Youth Studies, 25(8), 2022, pp. 1052-1071
Introduzione
Studi recenti hanno messo in luce una riorganizzazione innovativa delle forme della convivenza e delle aspettative giovanili, che supera le concezioni tradizionali dello sviluppo giovanile scandito dal raggiungimento di tappe evolutive e traguardi normativamente definiti (Leccardi, Cuzzocrea, and Bello 2018; Paniccia et al. 2019; Recksiedler and Settersten 2020; Sanderson 2020). In tale prospettiva, la giovinezza non è più concepita come una fase meramente transitoria — seppur irregolare e frastagliata — che precede l’ingresso nell’età adulta. L’attenzione si concentra piuttosto sulle culture che le giovani generazioni contemporanee elaborano in risposta alle molteplici e complesse condizioni spazio-temporali che contraddistinguono il vivere nella postmodernità (Harvey, 2001).
Il presente studio si propone di reinterpretare il quadro teorico della ricerca sui giovani attraverso l’analisi delle caratteristiche della gioventù in un’area metropolitana del Mezzogiorno d’Italia, Napoli, soffermandosi in particolare sul ruolo che l’appartenenza a questo specifico contesto esercita nell’orientare le modalità con cui i giovani napoletani vivono le relazioni sociali, assumono decisioni in ordine alla propria autorealizzazione, partecipano alla vita collettiva, immaginano il futuro in rapporto ai legami familiari e costruiscono aspirazioni professionali e affettive, nel tentativo di conseguire l’indipendenza economica e accedere a un mercato del lavoro particolarmente ristretto e competitivo.
La constatazione che le tappe tradizionalmente auspicate per i giovani occidentali non costituiscano più il riferimento guida nella riorganizzazione dei progetti di vita di coloro che vengono definiti “giovani” comporta almeno due rilevanti implicazioni. La prima è la necessità di rivedere i modelli che finora hanno interpretato la giovinezza come un processo lineare di emancipazione, adottando approcci teorici ed epistemologici capaci di recepire le evidenze della più recente letteratura scientifica, la quale contribuisce a decostruire l’idea di una giovinezza universalmente definibile (Wyn & White, 1996).
La seconda implicazione, strettamente connessa alla prima, consiste nel riconoscere che gli stessi modelli teorici che, tra gli anni Settanta, Ottanta e Novanta, hanno descritto la linearità dei percorsi evolutivi giovanili nelle società occidentali (Leccardi 2005; Cavalli and Leccardi 2013) devono essere storicizzati e contestualizzati, riconoscendone il radicamento in una fase storica, sociale e politica specifica, permeata dall’idea di progresso illimitato e di crescita continua nei campi industriale e dei diritti civili.
Diviene pertanto necessario recuperare le dimensioni locali che informano le nuove culture giovanili, al fine di comprendere più compiutamente il modo in cui le giovani generazioni attribuiscono significato ai profondi mutamenti delle società contemporanee e organizzano il rapporto tra il presente e le aspettative future che il contesto consente loro di immaginare (Leccardi 2005).
